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©2019 by TAPPETI MAROTTA. 

Cabinet Tibetano periodo XIX sec. circa -165 × 40 × 141 cm

SKU: 29776

Cabinet Tibetano XIX secolo ca.

165 × 40 × 141 cm

TRATTATIVA PRIVATA

  • Informazioni

    Il cabinet fa la propria comparsa in Tibet intorno al XVIII sec., benchè non ci sia una ragione unitaria del perchè ciò non fosse accaduto prima. Verosimilmente in questo periodo crebbero i rapporti commerciali con la Cina, terra in cui questo arredo era abbastanza comune. In secondo luogo, il sopraggiungere di maggior ricchezza dal commercio, consentì di costruire mobili, quali proprio i cabinet, che richiedevano maggior utilizzo di legname ed una perizia maggiore da parte degli artigiani, rispetto ai bauli (gam o gaam). Ma la ragione principale, probabilmente, riguada il graduale ma definitivo passaggio del popolo tibetano da una vita nomade a una più sedentaria: in questo modo i mobili non dovevano più essere trasportati a dorso di cavallo o yak, ma rimanevano stabili all’interno delle abitazioni.

    Normalmente i cabinet venivano (e vengono tuttora) utilizzati per contenere beni di prima necessità, che si tratti di vestiario o alimenti, all’interno delle case tibetane, mentre quelli collocati nei monasteri proteggono scrigni sacri, statue thangka o immagini di lama. 

  • Simbologia

    La decorazione si sviluppa sulla parete frontale del cabinet mentre la parte superiore ne è sprovvista, dal momento che deve svolgere il ruolo di base di appoggio per offerte, lampade di burro, coppe d’acqua o di chang, la birra d’orzo tibetana. Questo complesso e meraviglioso esemplare, su cui dominano i colori del rosso e del giallo, possiede una struttura composta da 10 pannelli quadrati e due rettangolari, con una vistosa apertura nella parte frontale, verosimilmente utilizzata per contenere piccole lampade a olio o a burro, oppure statue per le divinità.

    Passando alla decorazione, su questo cabinet è possibile osservare, riuniti insieme, tutti e otto i preziosi simboli tibetani detti anche “simboli di buon auspicio”, da sempre utilizzati nelle cerimonie religiose e nelle occasioni speciali. Così riconosciamo il fiore di loto aperto, (in tibetano padma) che simboleggia la purezza spirituale in quanto, benché affondi le sue radici nel fango degli stagni, produce candidi fiori al di sopra dell’acqua. 

  • Il Vaso della Ricchezza

    La nascita di qualcosa di perfetto da qualcosa di imperfetto, testimonia come anche l’esistenza più insignificante possa raggiungere l’illuminazione. La simmetria dei suoi petali rappresenta l’ordine del cosmo e per questo viene utilizzata come modello per la realizzazione di mandala.

    Al suo fianco compare un vaso della ricchezza, un recipiente tondo con il collo corto e stretto che poi si allarga formando un bordo decorato. L’apertura del vaso è chiusa con un grande gioiello, testimonianza del suo valore. Esso simboleggia la realizzazione spirituale, la perfezione del Dharma, la longevità e la prosperità. Dalla parte opposta, scorgiamo una grande conchiglia, (in tibetano, dung gyas-‘khyl) di colore bianco, utilizzata fin dall’antichità come strumento rituale, contenitore e strumento musicale. Anche nella cultura tibetana essa si utilizzata per richiamare i monaci alle riunioni con il suo potente suono, oppure per fare offerte musicali durante le puje o ancora come recipiente per l’acqua con lo zafferano. 

    Questo simbolo rappresenta la gloria dell’insegnamento del Dharma, che come il suono della conchiglia, si diffonde in tutte le direzioni.

  • Il Nodo Infinito

    Accanto il nodo infinito (in tibetano dpal be’u). Si tratta di un nodo chiuso composto da linee intrecciate ad angolo retto la cui origine iconografica potrebbe collegarlo alla nandyavarta, una variante della svastika. Per il buddhismo tibetano il nodo infinito simboleggia l’interconnessione di tutti i fenomeni, in un susseguirsi di cause e condizioni che vengono rappresentate dalle linee geometriche che si intersecano tra loro. Non avendo nè inizio, nè fine, simboleggia anche l’infinita conoscenza e saggezza del Buddha e l’eternità dei suoi insegnamenti.

    Nella sezione sottostante ritroviamo il parasole (in tibetano gdugs). Con la sua capacità di proteggere da pioggia o sole eccessivo, esso è sempre stato identificato come segno di ricchezza,  simbolo della dignità regale del potere spirituale. Esotericamente esso indica la compassione e la protezione dal dolore, dalle malattie, dai veleni mentali e dall’ignoranza. Al centro della raffigurazione, i pesci d’oro (in tibetano gser-nya), rappresentano il superamento di tutti gli ostacoli, la vittoria su tutte le sofferenze e il raggiungimento della liberazione dai desideri.

  • Il Vessillo della Vittoria

    Esattamente come i pesci nuotano liberi e senza confini nel proprio elemento naturale.

    A fianco scorgiamo il vessillo della vittoria (in tibetano rgyal-mtshan), che normalmente si ritrova all’interno di templi e monasteri, sospeso al soffitto, come ornamento dei tetti o all’estremità delle lunghe aste di preghiera. Esso rappresenta la vittoria degli insegnamenti buddisti, la vittoria della conoscenza sull’ignoranza e sulla paura, la vittoria del Dharma contro su tutti gli ostacoli e il raggiungimento della felicità ultima.

    Questa composizione triangolare discendente si conclude sull’ultimo simbolo, la Ruota del Dharma (khor-lo) strutturata combinando un mozzo centrale, 8 raggi e un cerchione esterno, che secondo la tradizione buddista venne messa in moto da Buddha in occasione della prima esposizione pubblica della sua dottrina a Sarnath.

  • La Ruota del Dharma

    Secondo i tre addestramenti della pratica buddista, il mozzo rappresenta l’addestramento alla disciplina morale che rende stabile la mente; i raggi rappresentano la comprensione della vacuità di tutti i fenomeni che permette di eliminare alla radice l’ignoranza; il cerchione esterno, infine, identifica la concentrazione che permette di tenere salda la pratica della dottrina buddista. Rappresenta inoltre l’Ottuplice Nobile Sentiero che porta alla liberazione. In senso più generale, tra gli otto simboli di buon auspicio, la Ruota del Dharma ci ricorda che il Dharma abbraccia tutte le cose, non ha nè inizio nè fine, è in movimento ed è immobile. Essa rappresenta l’insegnamento buddhista nella sua globalità e per questo nel nostro cabinet viene collocata al vertice del triangolo composto dagli otto preziosi simboli. Completano la decorazione, sui restanti pannelli, piccoli teschi dalle cui fauci fuoriescono frutti o gemme, come offerte per le divinità.

  • Certificato e Garanzia

    Il mobile verrà consegnato insieme al suo certificato di autenticità.

  • Informazioni di Spedizione

    Possibilità di spedizione in tutta Italia, comprese isole.