SCULTURA LITICA – DEA LAKSHMI INDIA – Datazione incerta

Aggiornamento: 21 gen

SCULTURA LITICA – DEA LAKSHMI

INDIA – Datazione incerta

Misure: L 43 X P 16 X H 100 cm.


Attraverso i secoli, l’arte indiana si è declinata in un’eterogeneità originale e suggestiva di opere e manufatti artigianali.


Materie prime come la pietra, l’argilla, il legno, l’osso, le fibre vegetali, i metalli ed i minerali sono state abilmente scelte, plasmate e lavorate, sin dall’antichità, da sapienti artisti per veicolare concetti, valori, simboli e sentimenti.


I temi iconografici dominanti, che hanno prevalentemente ispirato questi sapienti artieri, sono riconducibili ai sentieri spirituali che, proprio in questa mistica ed ancestrale terra, si sono originati, come: l’Induismo, il Buddhismo, il Jainismo ed il Sikhismo. È proprio dal rapporto intimo ed emozionale del devoto con le divinità (il pantheon induista ne conta addirittura trentatré milioni!) che nasce l’esigenza, e l’ispirazione, di esprimere la spiritualità personale e collettiva attraverso l’arte.


Ne consegue che la maggior parte delle opere artistiche, soprattutto quelle monumentali architettoniche e scultoree, si possa definire “arte sacra”, in quanto strumento figurativo atto a comunicare valori metafisici ed in quanto emblema simbolico della fede e dei personaggi mistici ad essa legati.


La straordinaria scultura litica qui presentata è un mirabile ed originale esemplare di artigianato indiano, ispirato alla tradizione vedica più autentica. Concepita per essere osservata, e forse venerata, in posizione frontale, questa elegante figura femminile è stata realizzata nella tecnica scultorea del bassorilievo. Il blocco di pietra (scisto?) da cui emerge è stato lavorato con una maestria accurata e dettagliata tale da imprimere all’opera stessa un dinamismo quasi a tuttotondo.



È la dea Lakshmi, divinità femminile induista, amata e venerata come la benevola Madre Divina. Associata alla luce, alla prosperità, sia materiale sia spirituale, e alla purezza, è la consorte del dio Viṣṇu.


Le si attribuisce sovente l’appellativo di Shri, in onore delle sue preziose caratteristiche peculiari: bellezza, perfezione e gloria rifulgente. Talvolta, anche quello di Chanchala, “instabile”, sottolineando così la sua tendenza a non poter rimanere stabilmente e perennemente al fianco di nessuno.


Devi Lakshmi è qui raffigurata secondo i canoni dell’iconografia tradizionale.


É una incantevole giovane donna, dall’aspetto sinuoso, aggraziato e seducente. In posizione stante, elegantemente adorna di gioielli e vesti preziose, esegue con la mano destra il varada mudra: un antico gesto, eseguito con il palmo rivolto verso l’alto e le dita rivolte verso il basso, che simboleggia l’erogazione di doni e fortuna, trasmettendo protezione e benedizione.


Nella sua mano sinistra, invece, sorregge un meraviglioso fior di loto, simbolo spirituale a lei associato, che evoca i valori connessi alla beltà femminile, alla prosperità, alla fertilità ed all’eternità.


La grandiosa potenza della positività di questa dea è, qui, ulteriormente accentuata dalla realizzazione di numerose figure umane/semi-divine che la contornano, rendendole omaggio. La composizione scultorea sembra così quasi assumere, nel suo insieme, le fattezze di una edicola votiva davvero emozionante.


Un suggestivo inno sacro a lei dedicato la descrive così: “Om. Io canto le lodi di Lakshmi Devi, la cui essenza è la suprema prosperità e il cui corpo è formato di luce dorata. Il suo intero Essere brilla come lo splendore di oro puro. Ella porta il loto dorato e il vaso d’oro ricolmo di semi. Seduta sul lato sinistro di Viṣṇu, Lei è Shakti, la Madre di tutta la creazione.”


Questa meravigliosa scultura è stata esposta nella mostra “Nella Terra degli Dei” Storia, Arte e Miti dell’India attraverso le Collezioni Private


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